Per l’attività di agente di commercio, non esiste nessuna particolare norma che vieti la possibilità di usufruire del Regime forfettario.
Se si svolge tale attività, per poter adottare il Regime forfettario non si dovrà far altro che rispettare il requisito d’accesso per potervi aderire, ovvero non aver conseguito ricavi maggiori di € 85.000,00 nell’anno precedente e, inoltre, non devono essere presenti cause di esclusione:
- Nell’anno precedente non deve essere superata la soglia degli € 85.000 di ricavi;
- Eventuali redditi da lavoro dipendente o da pensione devono essere inferiori a € 35.000 l’anno.
- Le spese per collaboratori o dipendenti non devono essere superiori ai € 20.000 all’anno.
- Non si deve far parte di un Regime speciale Iva a determinazione del reddito.
- Non si deve far parte di società di persone, associazioni di persone, associazioni professionali o imprese familiari.
- Fatturi prevalentemente (per più del 50%) nei confronti del datore di lavoro con il quale ha o abbia avuto un rapporto di lavoro prevalente od esclusivo nei due anni precedenti l’inizio dell’attività. La causa di esclusione non opera se l’ex datore di lavoro è estero, come chiarito dall’interpello n. 50 del 2024 Agenzia delle Entrate.
Se rispetterai tutte le condizioni previste, potrai applicare il Regime forfettario.
Il Regime forfettario conviene?
Una volta avuta la certezza di poter applicare il Regime Forfettario alla tua attività di agente di commercio la successiva domanda sarà:
“Conviene applicare il Regime forfettario all’attività di agente di commercio?”
A questa domanda non c’è una risposta universale, dipende da diversi fattori.
Il Regime forfettario è caratterizzato da un particolare meccanismo per il calcolo del reddito imponibile: si applica il coefficiente di redditività ai ricavi conseguiti e si ottiene automaticamente il reddito imponibile, senza che si possano detrarre/dedurre altre tipologie di spese.
Infatti, se da una parte il Regime forfettario consente di pagare un’unica imposta di aliquota standard del 15%, dall’altra non permette di poter dedurre/detrarre alcuna altra tipologia di spesa, come ad esempio importi relativi sia ai carichi famigliari che a tutte le spese sostenute per gli stessi.
Quante tasse pagano gli agenti di commercio in Regime Forfettario?
Quando si decide di applicare il Regime forfettario, le “uscite” che si devono sostenere sono di tre tipologie:
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Imposta sostitutiva al 15% – (o ridotta al 5% se si rispettano determinate condizioni)
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Contributi Inps – Nel caso di agenti di commercio è previsto l’obbligo di iscrizione alla Gestione Commercianti
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Enasarco - Contribuzione aggiuntiva
Proviamo a fare un esempio supponendo che l’agente di commercio Rossi, abbia conseguito € 30.000 di ricavi e, data la sua attività, il coefficiente di redditività relativo sia del 62%.
Applicando il Regime forfettario pagherebbe i seguenti importi tra contributi alla Gestione Commercianti e imposta sostitutiva.
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1 |
Reddito imponibile |
€ 18.600 (30.000 x 62%) |
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2 |
Imposta sostitutiva al 15% |
€ 2.790 (18.600 x 15%) |
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3 |
Contributi Inps sul minimale (€ 18.555) |
€ 4.549,70 (quota fissa anche se il reddito fosse nullo) |
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4 |
Contributi Inps eccedenti il minimale: |
€ 0 |
Oltre i contributi alla Gestione commercianti, si dovranno versare anche i contributi all’Enasarco.
N.B.: Si tenga presente che nel calcolo riportato nell’esempio, al fine di renderlo più semplice, non si sono dedotti dal reddito imponibile i contributi obbligatori versati nell’anno.
A fronte di questi conteggi si dovrà valutare se l’abbattimento dell’aliquota al 15% possa essere conveniente visto che sarà preclusa la possibilità di detrarre o dedurre importi relativi sia ai carichi familiari, sia a spese mediche, assicurative, costi di ristrutturazione, ecc.
Per verificare la convenienza dell’applicazione del Regime forfettario, si dovrà considerare anche la possibilità di richiedere la riduzione del 35% dell’Inps da versare, con conseguente riduzione proporzionale delle settimane accreditate nell’anno (attenzione però: occorreranno più anni per la pensione).
In conclusione non esiste una risposta universale sulla convenienza del Regime forfettario, si dovrà calcolare se il vantaggio derivante dal pagamento di un’unica imposta al 15% non venga dissolto dal fatto di non poter “scaricare” dal reddito altre tipologie di spese sostenute.
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